domenica 2 novembre 2008

Quando il basket tocca il cuore

Cari amici d'oltreoceano sono qui per raccontarvi un altro passo che ho compiuto per diventare l'uomo più felice della terra. Ebbene sì, anche questa settimana, precisamente martedì 28 Ottobre, ho avuto la possibilità di realizzare un'altro dei sogni della mia vita: vedere dal vivo una partita NBA. Confidente del fatto che già alcuni di voi hanno chiuso la pagina per non sentirsi costretti ad uccidermi cerco di entrare nello specifico.

Martedì scorso la stagione NBA è iniziata ufficialmente e fortunatamente una delle partite di apertura si giocava proprio a Los Angeles. Quasi senza rendermi conto di cosa avrebbe voluto dire per me, la settimana prima ero riuscito a comprare un biglietto, il quale diceva: Los Angeles Lakers vs. Portland Trail Blazers, ore 19, Staples Center, Downtown. Questo fatidico biglietto (tuttora conservato sotto aceto per perpetuarlo nell'eternità) raffigura un Kobe Bryant sorridente con scritto sotto il numero e il settore del tuo posto. Il mio? Piccionaia delle più classiche! Maledetti Lakers e le vostre tariffe da ricconi di Beverly Hills.

Ma veniamo al dunque. Martedì 28 Ottobre. Sapete quella sensazione bruttissima che sale la mattina di quei giorni in cui sai che volente o nolente andrai incontro a qualcosa di inevitabile? Tipo un esame, gli esami del sangue o il pranzo di Natale? Ecco la mia mattina oltre che dalle lezioni è stata accompagnata da una sensazione di questo tipo, ma diametralmente opposta. Sapevo che inevitabilmente stavo andando incontro alla realizzazione di un mio sogno alla velocità di ogni battito della lancetta dei secondi. Sapevo che la partita ci sarebbe stata ,che io sarei stato lì senza dubbio perchè il biglietto lo avevo in mano, che Kobe Bryant avrebbe giocato e che di certo palloni e canestri non sarebbero mancati allo Staples Center. Mettere tutto in una terrina, "shakkerare" a dovere per ottenere un almagama, attendere qualche minuto: "Simon" in eccitazione completa. Ebbene sì, ora della palla a due 19:30, il citato "Simon" era in autobus direzione Downtown alle 16:30. In realtà poi si è rivelata una mossa previdente dato che l'autobus si è rotto a metà strada e ho dovuto aspettare 37 secondi per quello dopo. Ad ogni modo intorno alle 18 ero a piedi a poche centinaia di piedi dal palazzetto. Neanche a dirlo l'aria era diversa, frizzantina, sull'attenti, accompagnava una pagana processione di magliette gialle e viola, accomunate come ogni processione che si rispetti da un'unica fede e un unico credo: i Lakers. Altrettanto religiosamente parlando il luogo di culto s'è presentato come una visione.


Staples Center. Dal 1999 sede di battaglie cestistiche losangeline. Teatro di 3 titoli, qui chiamati anelli, giusto per sottolienare che giocandosi sul legno questo è uno sport nobile. Recipiente di 18.997 anime di fedeli, prodigio dell'ingegneria, miracolo della tecnica, paradiso del marketing, luogo di diffusione di massa del colesterolo attraverso gli hamburger, costato circa 375 milioni di dollari, che sarebbero sufficienti a sistemare per sempre i problemi di fame del paese africano più povero (il Burkina Faso ndr.).
Come ogni luogo di culto che si rispetti l'effigie di un santo come benvenuto è un obbligo non scritto. Le braccia aperte questa volta sono di Magic Johnson. Sorridente profeta mondiale del basket, stella dei Lakers in quei lontani anni '80 dello "showtime", il nostro basket & champagne per intenderci, che portò alla città 5 titoli e tanto orgoglio nella stessa decade.





L'ingresso (poco sulla destra rispetto a questa statua) è stato veloce ed indolore, niente code e niente spinte. Non c'è pericolo di vedere al telegiornale le nostre care code a sciame d'ape, dette anche all'italiana, per passare attraverso un tornello e vedere fermato il terrorista davanti a te con tre bombe nello zaino per entrare allo stadio. Eh sì perchè qui in america la cultura dello sport è civilizzata da buon senso ed educazione. La tifoseria avversaria non c'è mai alle trasferte (come è giusto che sia...), la squadra la si sostiene divertendosi e il massimo dello spregio verso un avversario è un lunghissimo "buuuuuu". Tutto ciò rende lo sport un vero intrattenimento, come d'altronde dovrebbe essere e rende tutto ancor più divertente.

Dopo essere entrato una gentile signorina mi regala, come a chiunque altro, una maglietta gialla con scritto in viola:"Los Angeles Lakers. Opening night 2008. The road starts here." La strada inizia qua. Caspita fanno sul serio qua, vogliono vincere portando a casa baracca e burattini. Saranno poi così forti?

Subito dopo arrivo al mio posto. Ecco come in ogni bel sogno che si rispetti, le emozioni si ricordano bene e ricordo che una volta arrivato, oltre che a un senso di vertigini guardando giù, mi è subito venuto i mente Titanic. Sì il film! Ricordate? 1997, 189' di lacrime regalati da Leo e Kate Winslet. Ecco avete presente la scena dove tutti ballano nei diversi piani della nave a seconda di quanto avevano pagato e più che altro del loro status sociale? Bene. Le partite NBA sono una riproduzione quotidiana di questo infomale censimento dei propri averi. Io ero con i poveri. Quelli che vedono la partita dall'alto perchè guardando quelli in basso pensando che 3 o 4 cifre per un biglietto siano troppe. Nel Titanic i poveri erano in basso perchè se la nave affonda sono i primi ad annegare. Qua invece, i poveri sono in alto perchè se cade tutto ci facciamo più male.




In ogni caso ragazzi, sebbene il palazzetto fosse ancora semivuoto e non ci fossero i suonatori di fisarmonica come nei piani bassi del Titanic, l'emozione è stata grandissima. Il tabellone diceva 55 minuti e 37 secondi alla palla a due. Subito mi sono messo ad analizzare ogni angolo, ogni striscione e ogni scritta del magico posto dove mi trovavo. Noi viviamo all'ombra dei nostri antenati, che riposano nell'alto dei cieli, e dei loro splendori. Così è anche nei palazzetti di basket dove dall'alto pendono gli stendardi dei campionati vinti in passato e le magliette ritirate dei giocatori che hanno permesso tutto ciò. I giocatori attuali giocano nel campo sottostante, con il peso, ma più che altro il compito di rendergli onore e ripetere un passato glorioso di cui tutti sperano un giorno di far parte.

Americani, americani, americani. Esagerati in tutto e quindi anche nello sport. Ma qui va bene, qui è concesso anzi ben accetto. Per questo lo spettacolo creato attorno alla partita, che già di per sè è uno spettacolo, è secondo a nulla nel resto del mondo. La presentazione delle squadre insomma è stata pazzesca. O meglio quella dei Lakers lo è stata. Dall'alto sono scese delle enormi tende bianche che hanno fatto da schermo per la proiezione di un video che ha gasato tutti dai 0 ai 99. E dopo di ciò la presentazione del quintetto titolare. Derek Fisher, Kobe Bryant, un'inaspettato Vlado Radmanovic, Pau Gasol, Andrew Bynum. Ragazzi questi sono forti e per davvero. E dalla panchina viene su gente tipo Farmar e Ariza (ex UCLA!), Lamar Odom, Sasha "ti metto la bomba" Vujacic e vari ed eventuali. La squadra avversaria invece è un interessante cantiere di giovani talenti. Compagine con la media di età più bassa della lega porta in causa giocatori esaltanti tipo: Brandon Roy, LaMarcus Aldrigde, Travis Outlaw e il tanto atteso rookie Greg Oden (al debutto nella lega proprio quella sera!). Un altro rookie che, più io che altri spettatori, aspettavo di vedere è stato Rudy "non sbaglio un tiro perchè sono benedetto" Fernandez, direttamente dalla Spagna.


Ora lascio parlare più che altro le immagini.



Kobe Bryant in riscaldamento. Gentile concessione dello zoom Canon.



La palla a due iniziale tra Bynum e Oden.



Il primo Bynum vs. Oden di sempre. Duello che in futuro sarà destinato a scrivere pagine e pagine della storia di questo sport.


Il primo tiro libero della storia di Greg Oden. Sbagliato.


Una vista del palazzetto. Vi assicuro che la macchina fotografica inganna molto. Vedevo più vicino di quanto si intuisce dalla foto.

Bene mi rendo conto che il post è davvero lungo quindi mi riservo dal fare un giudizio tecnico sulle due squadre che ho visto, anche perchè sarebbe lunghissimo e noioso. In ogni caso i Lakers hanno vinto 96 a 76. L'ultima cosa che vorrei aggiungere è che come di consueto la partita dei Lakers attira gente da ogni parte. Siamo nella città che ospita Hollywood e con lei tutta una serie di celebrità e persone con conti in banca con tanti zero quante sono le O che il pierino di Vitali pronuncia quando vede sotto la gonna della maestra. Si da il caso che molte di queste celebrità tengono molto alla squadra di basket e spesso riempiono i bordi del campo dove i biglietti costano come due andate e ritorno per l'Australia. A metà partita la celebrity cam apparsa sullo schermo ce ne ha dato un assaggio e io ho fatto del mio meglio per fare qualche scatto.



L'immancabile Jack Nicholson che legge il programma della partita.

L'ormai ex stella degli LA galaxy e futuro panchinaro del Milan, David Beckham.

L'amato ed odiato Terminator. Soprannominato anche governatore della California Arnold Schwarzenegger in gentile compagnia sulla destra, in cappellino e tuta, di Denzel Washington e consorte.


Questi sono quelli che sono riuscito fotografare. Di quelli mostrati sullo schermo, ma che non sono riuscito ad individuare tra il pubblico: Anthony Kiedis leader e cantante dei Red Hot Chili Peppers e Bruce Willis con biondazza del momento accanto.


Bene direi che questo è tutto e anche troppo per il momento. Vi lascio questa volta con un mio grosso dubbio invece che con la classica canzone.


"Ci hanno sempre detto da piccoli che la pioggia è la pipì degli angeli.

Nella città degli angeli, City of Angeles, non piove mai.

Ma è possibile che pisciano sempre fuori casa??"


Simone Grigoletto - 31 ottobre 2008

8 commenti:

ricky ha detto...

che dire Simo, ogni volta qui, da questa parte dell'oceano è sempre un piacere ricevere notizie di un amico! se poi queste notizie arrivano con stupore e gaudio e impressioni che sembrano quelle di un bambino che va per la prima volta a gardaland non c'è da stupirsi se la faccia si contorce in strane forme che qualcuno più saggio di me, prima di me, ha chiamato sorrisi. Ora,questi sorrisi sarebbero molto più grandi se non fossero le parole lette a comunicare emozioni, ma le emozioni vissute insieme a creare sorrisi. Trattasi invero di semplice invidia visibile anche come "cavolo, avrei voluto essere stato lì con te" piuttosto che "vorrei essere stato al posto tuo".
In ogni caso essendo qui l'1:40 di notte credo che sia il caso che il sonno prenda il sopravvento sulla mia per nulla faticosa domenica di cazzeggio totale e mi vada a coricare!
per quanto riguarda il blog non posso che essere ripetitivo dicendoti di continuare così che a volte ci si può accontentare delle parole, ma preferirei molto di più quelle emozioni condivise...
Saimon, buonanotte! grazie del bel post!
ciao!
Ricky

Ale Casta ha detto...

Senza sminuire le parole di Ricky, parliamo di cose serie: ma cazzo Oden tre salti e si distrugge una caviglia? Ma questo è sfigato come pochi... e lascia stare Vujacic che è un mona d'oltreoceano...un montato in Nba...poi fosse umile e timido...no Sasha quando vuoi tira..sempre!!!!
e poi 76 punti in 48 minuti li fa anche il Selvazzano in prima divisione...dai Simoooooooooooooo.
Ah mi sa che vengo a Los Angeles per la finale...tanto i Lakers ci saranno di sicuro!!!!

Anonimo ha detto...

...ip-ip-Saimon!!

Leggendo questo tuo bel post dal titolo «Quando il basket tocca il cuore», ho indossato un "abito del male" adeguato alla situazione: un'elegante «invidia nera» leggermente grigio-gessata (ovviamente made in Italy).

Tra i vizi/peccati capitali l'Invidia occupa "solo" il secondo posto alle spalle della capolista Superbia. Al che - dico io - sarà mai possibile?!??

INVIDIA INVIDIA INVIDIA
INVIDIA INVIDIA INVIDIA
INVIDIA INVIDIA INVIDIA
INVIDIA INVIDIA INVIDIA

Un caro saluto padano (te la ricordi ancora la bruma??!) da Nik

P.S.': attendo con ansia il tuo giudizio tecnico sulle due squadre che hai visto, sicuro che non sarà lungo e noisoso

P.S.'': come sta coach Phil «Master Zen» Jackson!??
al primo brunch insieme, portagli i saluti di un giovane collega padovano

Anonimo ha detto...

"eh si gran bel passaggio, e poi quel tiro da tre...pauroso!!"
ok non me ne intendo di basket...eheheh, però sembra pazzesco quel posto!!
ma poi...esiste un programma di partita???!!cioè che fanno oltre giocare...?ah questi losangelini...notare poi dove si è seduto "fatalità" David...
ciao
Fede

Anonimo ha detto...

Volevo trattenermi dal commentare questo post per lasciare ai vari cestisti amanti del basket questo momento..ma commento lo stesso!!!
E dico:
1. W LAKERS!
2. Simo, come hai potuto non fotografare il MIO Anthony Kiedis preferendo altro soggetti discutibili (vedi presidente della CA)?!?! Tu, fan dei RHCP?!?!
Ma ti perdono..solo perchè eri concentrato su ben altro!!

Bacione (mi devo firmare o si è capito che solo io potevo scriverti questa cosa su Anthony??)
Alessandra :-)

Pasqua ha detto...

Grande Simo!!
Bene bene, l'invidia è alle stelle, ma scende sempre più col passare dei giorni dato che si avvicina il momento in cui anch'io varcherò i cancelli di quel sacro tempio battezzato dal primo anello dell'epoca Phil-Kobe (lo so, mi sto dimenticando 160kg nello spogliatoio...=D )
Veglia tu sui miei prodi Lakers, così magari te li fai anche un po' simpatici date le vicissitudini di tuoi Knicks!

elisa dainese ha detto...

Ehi Simo! ce l'hai fatta!!! finalmente l'hai vista! e scommetto che sarà una tra le tante partite che andrai a vedere... fondi grigoletto permettendo ovviamente..che poi la daniela non sia mai che si arrabbi se vede che ti scrivo così!

senti ma ti è arrivata la mail che ti ho mandato? ormai sarà passato più di un mese che l'ho spedita! l'ho mandata qualche giorno dopo che si siamo sentiti in skype...mi ha dato il tuo indirizzo di posta edo ma si sarà sbagliato! il solito edo! vabbè buon proseguo e un bacione!!

bragaz ha detto...

vecchio, stiamo aspettando post...